I fattori che predispongono alla cellulite

Cellulite: i fattori che predispongono 2/4

Questa è la seconda parte della serie di articoli dedicati alla cellulite, alle sue possibili cause e a come contrastarla modificando il proprio stile di vitaQui puoi leggere la prima parte, “Cellulite: cosa possiamo fare?”.
L’articolo completo è stato pubblicato su Project Magazine n.3 del 2018.
Nel prossimo post parleremo di alimentazione e degli integratori efficaci contro la cellulite.

Cellulite: una problematica tipicamente femminile

La cellulite, sebbene sia stata riscontrata in entrambi i sessi, si manifesta molto più frequentemente nelle donne, specialmente dopo la pubertà e nelle persone sovrappeso e obese.

La cellulite è una problematica tipica delle donne, per almeno due motivi:

  • differenze anatomiche della cute tra i due sessi;
  • influenza negativa degli estrogeni.
Differenze anatomiche della cute tra i due sessi

Il tessuto sottocutaneo delle cosce, in particolare, ha una struttura di base che si differenzia in uomini e donne.

 Fig.3 Immagini sagittali della pelle (senza cellulite) di uomini (a,b) e donne (c,d). (3)


Fig.3 Immagini sagittali della pelle (senza cellulite) di uomini (a,b) e donne (c,d). (3)

L’epidermide nelle donne è più sottile, la parte superficiale del sottocutaneo è più spessa, le cellule adipose sono più larghe con setti di tessuto connettivo che decorrono in modo radiale (a formare una struttura a nido d’ape); mentre negli uomini sono più piccole, intervallate da setti incrociati di tessuto connettivo (Fig.3 e 4).

Nelle donne il corium, connettivo che separa derma e sottocutaneo, è più sottile e con l’avanzare dell’età si assottiglia ulteriormente e perde consistenza. Questo permette la protrusione delle cellule adipose nel derma. Anche i tralci connettivali che delimitano le aree contenenti le cellule adipose, diventano più sottili determinandone l’allargamento.

Fig.4 Immagini sagittali della pelle (senza cellulite) di uomini (a,b) e donne (c,d)

Fig.4 Immagini sagittali della pelle (senza cellulite) di uomini (a,b) e donne (c,d)

La rottura o l’assottigliamento del connettivo è un fattore molto importante nello sviluppo della cellulite ed è responsabile della sensazione della sua granulosità. Il fenomeno della “buccia d’arancia” è dovuto all’alternarsi di depressioni e protrusioni nello strato superficiale del tessuto adiposo per la protrusione degli adipociti nel derma. Vi è inoltre una distensione dei vasi linfatici del corium.

Nel tessuto sottocutaneo si possono formare dei noduli contenenti adipociti più o meno alterati circondati da una capsula di connettivo sclerotico povero di vasi.

Influenza negativa degli estrogeni

Ci sono evidenze che gli estrogeni siano coinvolti nell’insorgenza, aggravamento e persistenza della cellulite (12,13,14). La sua maggiore incidenza nel sesso femminile, la sua comparsa a partire dalla pubertà, il suo peggioramento con la gravidanza, con il ciclo mestruale, con l’uso dei contraccettivi ormonali e con le terapie di sostituzione ormonale (post menopausa) sono addotti come elementi a supporto di questa ipotesi (12).

Inoltre, la cellulite si manifesta soprattutto nella parte inferiore del corpo (glutei, cosce, fianchi e addome), dove sono più numerosi i recettori degli estrogeni.

Sebbene forse solo gli estrogeni possano essere definiti i “colpevoli” per l’instaurarsi e l’evolversi della cellulite, certamente esistono alcuni “complici”, ovvero fattori che accompagnano o aggravano la situazione.

Fattori che predispongono alla cellulite

Tra i fattori predisponenti alla cellulite individuati (1):

  • Origine etnica. Le donne bianche mostrano la più alta predisposizione.
  • Familiarità, in particolare le sindromi endocrino-metaboliche ereditarie e le insufficienze vascolari degli arti inferiori.
  • Struttura corporea, in particolare alterazioni posturali e della colonna vertebrale.
  • Squilibri ormonali, nei pazienti che soffrono di alterazioni funzionali ormonali e pazienti che consumano progestagen o alimenti a base di ormoni.
  • Disturbi dietetici, in particolare un eccesso di zuccheri, grassi e ormoni.
  • Disturbi digestivi, in particolare quelli associati alle alterazioni della flora intestinale.
  • Disordini della flora intestinale, che è la patologia iniziale in tutte le alterazioni degenerative dei tessuti, come artrosi, mialgia, angiopatie e patologie della cellulite.
  • Problemi posturali associati a patologie ortopediche del piede o calzature inadeguate.
  • Disturbi psicosomatici, in particolare ansia depressiva
  • Sessualità. L’attività sessuale è una delle attività fondamentali della vita, essenziale quanto l’alimentazione, il sonno e la respirazione, affinché le normali funzioni metaboliche avvengano correttamente.
  • Stile di vita. È necessario un adeguato equilibrio tra dieta, evacuazione, lavoro, sonno ed esercizio fisico.
  • Compressione esterna. Abiti stretti, jeans e tubi elastici non necessari ostacolano il sistema linfatico e/o il sistema di microcircolazione cutanea, favorendo così le patologie della cellulite da ipossia metabolica.
  • Le infezioni possono causare danni ai tessuti, che a loro volta provocano alterazioni nelle strutture tissutali e fibrosclerosi.
  • Fumo. Sicuramente rallenta la microcircolazione nelle arteriole cutanee ed è quindi lipogenetico, generando l’ipossia cutanea tradizionalmente nota come buccia d’arancia. Anche se la stimolazione ormonale e tiroidea indotta dal fumo attiva la noradrenalina e accelera i processi catabolici dei tessuti, favorendo così la lipolisi a livello sottocutaneo, dovrebbero essere valutati anche i danni permanenti e insidiosi nell’interstizio a causa di un eccesso di radicali liberi, quando falliscono meccanismi di difesa come la superossido-dismutasi.
  • L’assunzione di estro-progestinici come quelli inclusi negli anticoncezionali ormonali e nei conservanti alimentari favorisce la ritenzione di liquidi interstiziale, generando edema endoteliale e attivando reazioni di Fenton (Fe-Ca). Il processo genera inevitabilmente una qualche forma di lipedema e lipolinfedema, che a loro volta portano alla lipodistrofia. Inoltre, le donne a cui sono somministrati ormoni mostrano un alto livello di radicali liberi, che possono essere facilmente osservati nel test dei metaboliti dell’ossigeno reattivo (ROM).

Fattori che aggravano la cellulite

Diversi fattori possono essere evidenziati (1):

  • Obesità e sovrappeso: tutte le forme di sovrappeso sono caratterizzate da un aumento di grasso nei tessuti sottocutanei. Nei normali scambi interstiziali e microcircolatori, le cellule adipose interferiscono con l’acqua, l’ossigeno e gli ioni proteici, scatenando processi che alterano l’interstizio a causa all’iperinsulinemia.
  • Assunzione di ormoni: in particolare gli estro-progestinici, ma anche tutti gli ormoni presenti nel cibo, generano alterazioni tipiche, sia a livello del feedback endocrino-ipofisario, sia a livello del recettore periferico, dando origine a vari fenomeni come la lipogenesi, il lipidema, e la perdita di calcio nelle pareti venose e linfatiche, con un concomitante aumento della permeabilità capillare e alterazioni nelle reazioni di ossi riduzione del tessuto.
  • Alterazioni anatomiche: alterazioni posturali e disturbi dell’andatura interferiscono con i normali processi metabolici e microcircolatori. Ad esempio la presenza di iperlordosi può causare una anteriorizzazione degli organi addominali con conseguente compressione delle vene e dei vasi linfatici.
  • Carenze dietetiche: diete povere di proteine, vitamine e fibre – spesso associate a alterazioni della flora intestinale – provocano ristagno di feci e dilatazione dell’ampolla rettale, con la compressione delle vene iliache e conseguente ostacolo del flusso venoso e linfatico negli arti inferiori.

Dall’esame dei fattori che concorrono alla formazione e alla degenerazione della cellulite si possono trarre direttamente indicazioni utili, soprattutto in relazione allo stile di vita.

È infatti ovvio che migliorare la composizione corporea e lo stato di salute avrà una ripercussione positiva su tutto l’organismo e contribuirà a prevenire la formazione della cellulite o ridurla se in uno stadio iniziale. Al contrario è impossibile intervenire, se non con pratiche mediche, sugli stadi più avanzati.

Inoltre, poiché gli avvallamenti e protusioni che caratterizzano la cellulite sono tanto più evidenti quanto maggiore è il grasso sottocutaneo e la flaccidità dei tessuti sottostanti, la riduzione della massa grassa e l’incremento della massa magra sono, anche il base alla mia esperienza, le strategie più efficaci per intervenire.

I suggerimenti e consigli che si possono dare sono quindi in gran parte gli stessi che si danno anche quando la cellulite non è presente. Si tratta di impostare alimentazione, allenamento e riposo per ottenere una migliore composizione corporea. A questo si possono aggiungere consigli specifici per migliorare il microcircolo e il drenaggio linfatico, come vedremo nei prossimi post.


Riferimenti bibliografici

  1. Bacci PA, Leibaschoff G., Pathophysiology of Cellulite, Cellulite Pathophysiology and Treatment, ed. Taylor & Francis Group, 2006.
  2. Misbah H. Khan et alt., Treatment of cellulite Part I. Pathophysiology, J Am Acad Dermatol 2010; 62: 361-70.
  3. Misbah H. Khan et alt., Treatment of cellulite Part II. Advances and controversies, J Am Acad Dermatol 2010; 62: 361-70.
  4. Löberbauer-Purer et alt., Can alternating lower body negative and positive pressure during exercise alter regional body fat distribution or skin appearance?, Eur J Appl Physiol (2012) 112:1861–1871
  5. Emanuele E, Cellulite: Advances in treatment: Facts and controversies, Clinics in Dermatology (2013) 31, 725–730
  6. Mirrashed F et alt., Pilot study of dermal and subcutaneous fat structures by MRI in individuals who differ in gender, BMI, and cellulite grading, Skin Research and Technology 2004; 10: 161–168
  7. Quatresooz P et alt., , Cellulite histopathology and related mechanobiology, International Journal of Cosmetic Science, 2006, 28, 207–210
  8. Kravitz L. and J. Achenbach N, Cellulite: A Review of its Anatomy, Physiology and Treatment
  9. Bacci PA, Allegra C, Mancini S, et al. Randomized, placebo controlled double blind clinical study on efficacy of a multifunctional plant complex in the treatment of the so called cellulites. J Aesthet Surg Dermatol Surg 2003; 5(1).
  10. Bacci PA, Anatomy of Cellulite and the Interstitial Matrix,Cellulite Pathophysiology and Treatment, ed. Taylor & Francis Group, 2006.
  11. Rossi ABR, Vergnanini AL. Cellulite: a review. J Eur Acad Dermatol Vener 2000; 14:251–262.
  12. Draelos ZD. Cellulite. Etiology and purported treatment. Dermatol Surg 1997; 23:1177–1181.
  13. Medeiros LB. Lipodistrofia gino ́ide. Abordagem terapeˆutica. In: Kede MP, Sabatovich, eds. Dermatologia Este ́tica. 1st ed. Rio de Janeiro: Atheneu, 2003:337–342.
  14. Gruber DM, Huber JC. Gender-specific medicine: the new profile of gynecology. Gynecol Endocrinol 1999; 13(1):1–
  15. Bacci PA. Il cosidetto lipolinfedema. Atti Congresso CIF, Roma, 1997.
  16. Bacci PA, Leibashoff G. Las Celulitis. Buenos Aires: Medical Books, 2002.
  17. Binazzi M, Papini M. Aspetti clinico istomorfologici. In: Ribuffo A, Bartoletti CA. La cellulite. Roma: Ed Int Salus, 1983:7–15.
  18. Liljedahl ME et. al. Different responses of skeletal muscle following sprint training in men and women. European Journal of Applied Physiology and Occupational Physiology. (1996) 74(4): 375-383
  19. Szallar SE et. al. Regulators of human white adipose browning: evidence for sympathetic control and sexual dimorphic responses to sprint interval training. PLoS One. (2014) 9(6):e90696.
  20. Esbjörnsson M et. al. Greater growth hormone and insulin response in women than in men during repeated bouts of sprint exercise. Acta Physiol (Oxf). (2009) 197(2):107-15.
  21. Trapp EG et. al. The effects of high-intensity intermittent exercise training on fat loss and fasting insulin levels of young women. Int J Obes (Lond). (2008) 32(4):684-91.
  22. Sasaki GH et al. The effectiveness and safety of topical PhotoActif phosphatidylcholine-based anti-cellulite gel and LED (red and near-infrared) light on Grade II-III thigh cellulite: a randomized, double-blinded study. J Cosmet Laser Ther. 2007 Jun;9(2):87-96

Ringrazio la Dott.ssa Cristina D’Aloiso, esperta in Medicina Estetica, per la revisione scientifica del testo.

Articolo pubblicato su Project Magazine n.3/2018, edito da Project Invictus.

 

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